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Elettrodomestici, piccoli elettrodomestici e sorgenti luminose: come leggere le etichette per risparmiare

Decidere di comprare un elettrodomestico, grande o piccolo che sia, è sempre più spesso un affare che richiede una buona dose di preparazione. Soprattutto se il nostro intento è quello di risparmiare, nel lungo e nel breve periodo.

Il  primo quesito che ci andiamo a porre, soprattutto in questo momento, è se è davvero necessario cambiare l’oggetto in questione. Davvero ha esalato l’ultimo respiro, o ancora riesce a tirare avanti?

Il quesito riguarda sicuramente il risparmio, ma spesso in modo diverso da quello che crediamo. Un oggetto elettronico che funziona male, non è un oggetto da mantenere tale, ma è un oggetto che ci fa consumare di più e quindi deve essere o aggiustato o cambiato.

Segue la scelta di quando e dove comprarlo. Riflettiamo… Quando saranno i prossimi sconti nello store, negozio di fiducia, Marketplace in cui voglio comprare? Meglio usato o nuovo? Dove conviene fisicamente comprare? Abbiamo agevolazioni e sconti da qualche parte? (Attenzione! spesso essere iscritti ai Cral permette di avere sconti nei negozi presso l’azienda).

Segue la scelta del modello, pensato anche in base alle esigenze proprie di ogni individuo/famiglia. Frigo americano o mobiletto refrigerante? Piano cottura elettrico o ad induzione? Lavatrice e asciugatrice o lavasciuga?

Una volta stabilito cosa comprare e, indicativamente, la marca, di solito, parte la visita nel negozio più vicino, spesso di una grande catena, per “vedere il prodotto di persona”.

La classe energetica

La visita in uno store per la scelta di un elettrodomestico è un’operazione che consiglio sempre di fare con i figli, in mancanza di pargoli in alternativa con parenti e amici. Perché? Perché si attiva una delle più belle cacce al tesoro dai tempi degli scout.

Poniamo che il nostro acquisto sia una lavatrice. La prima che si trova è in classe B, con le misure perfette, poco oltre una classe A, ma leggermente troppo grande. Dal fondo della sala si alza un grido: un’A+ che entra a meraviglia, mentre alle nostre spalle la A++ ci chiama insistentemente. Altro richiamo, subito spento. Questa costa pochissimo, ma una classe D (praticamente un residuato bellico) e chi l’ha segnalata verrà apostrofato come il peggior investitore del gruppo. Un solo lavaggio provoca una spesa doppia a livello energetico rispetto all’ intero acquisto-trasporto-e-montaggio.

Vada dunque per la A++? No, il commesso ci informa che in magazzino c’è un’ A+++. Rimaniamo tutti basiti. Quanti + esistono?

Cambiano le cose

Ma tutto questo è destinato a divenire un ricordo. Entro la fine del 2021 tutte le etichette saranno uniformate a livello europeo con una nuova classificazione. Sempre da classe A a classe G, ma senza i +. Le nuove etichette saranno adeguate ai nuovi standard. La vecchia A+++ sarà la nuova A, la A++, B ecc. Quindi il nuovo elettrodomestico in classe D prevederà un consumo energetico, comunque minore, rispetto ad uno in classe D fino al 2020.

La nuova classificazione, oltre ad essere più chiara e semplice, sarà unica in tutta la comunità Europea. Alle etichette di consumo energetico sarà poi affiancato anche un codice QR che permetterà di avere molte informazioni aggiuntive sul prodotto, direttamente attraverso Smartphone.

Le nuove etichette saranno disponibili fin da subito ed andranno a sostituire totalmente la vecchia classificazione entro il settembre 2021 per tutti i prodotti. In particolare il passaggio dovrà essere ultimato entro il 1° marzo 2021 per gli elettrodomestici ed entro settembre per le sorgenti luminose.

Quanto risparmio

Secondo i dati della Commissione Europea, le nuove etichette (e di conseguenza l’aumento del livello energetico degli elettrodomestici e delle sorgenti luminose) contribuirà alla riduzione del risparmio energetico in modo considerevole.

Tutte le misure sull’ambiente porteranno ad un risparmio valutato intorno alle 150€ a nucleo familiare, pari a circa 33 miliardi di euro l’anno.

A livello di Terawattora, siamo ad una quantità stimata di risparmio intorno a 167TWh quindi più o meno il 50% del consumo energetico italiano in un anno.

Confidiamo quindi in una ripresa dell’economia che, tra l’altro, ci permetta di cambiare elettrodomestici e… risparmiare!